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Lago di Carezza, tavolozza di colori dal turchese allo smeraldo, al verde petrolio

Lago di Carezza, il lago in cui si specchiano le Dolomiti del Latemar

Lago di Carezza - credits Francesco Serafini

 

Al di sotto del Passo di Carezza, a 1500 metri di altitudine, tra il Catinaccio e il Latemar si trova una gemma graziosa, il lago di Carezza. Nei pressi di Nova Levante, in Val d’Ega, è considerato da sempre uno dei laghi più belli delle Alpi. E’ un piccolo laghetto alpino immerso tra le Dolomiti. Nei suoi colori cristallini si specchiano le famose cime del Latemar e del Catinaccio. I fitti boschi di conifere che lo circondano permettono un’immersione a tutto tondo nei profumi di aghi di pino, di muschio selvatico e di funghi e sottobosco.

Sentite anche voi i profumi del bosco? Non avete ancora avuto la fortuna di farci un’escursione? Non perdetevi questo post per qualche bellissima suggestione e qualche spunto per future escursioni!

Lago di Carezza

Saghe e leggende:

la storia della ninfa Ondina

Come facilmente si può immaginare, un lago pittoresco suscita sempre saghe, leggende e storie di miti che affondano l’origine nella notte dei tempi. Il lago di Carezza , proprio per la sua bellezza di infinito, ha collezionato tante di queste storie ma la più bella è certamente quella legata la mito della ninfa Ondina.

Ondina era una bellissima ninfa. Tutti i viandanti di passaggio lungo la Val D’Ega udivano la sua voce soave dalle profondità del lago, dove viveva. Sul monte Latemar che si specchia nelle acque del lago viveva anche uno stregone che ammaliato dai canti della ninfa, si innamorò perdutamente. La ninfa, però, era schiva e riservata. Ogni qualvolta un viandante o il mago stesso tentassero di avvicinarsi fuggiva nelle profondità del lago. Di fronte al monte Latemar, sul monte Catinaccio, viveva anche una strega cui il mago chiese consiglio per riuscire a conquistare la bella ninfa.

I due studiarono la seguente strategia per avvicinare la nostra ninfa. Il mago prese le sembianze di un mercante di pietre preziose, costruendo con queste un meraviglioso arcobaleno dal Catinaccio al Latemar. La ninfa, incuriosita, uscì dalle acque del lago e si avvicinò a rimirare lo spettacolo. Il mago, preso dalla fretta, dimenticò di travestirsi e corse verso la ninfa che, riconoscendolo, sparì per sempre nel profondo del lago. Ebbro d’amore, il mago distrusse il meraviglioso arcobaleno e lanciò le gemme preziose nel lago, con la speranza di rivedere la ninfa. Il mago, deluso, fuggì sul suo monte.

Le gemme preziose si sparsero sul fondale del lago e, da quel giorno, il lago di Carezza riflette come uno specchio le meraviglie dei boschi e delle montagne circostanti, anche grazie ai colori impreziositi in fondo al lago. A seconda dell’ora e del momento della giornata, si rimane pietrificati dalla meravigliosa tavolozza di colori, dall’oro al verde smeraldo, dall’indaco al verde petrolio, dal rosso rubino al turchese…

E la nostra Ondina che fine ha fatto? Di lei non si sa più nulla però gli uomini di buona volontà hanno realizzato una bellissima statua in bronzo. L’opera è stata posata in fondo al lago e, nei periodi di maggiore siccità, chi ha un buon spirito di osservazione riesce a scorgerla.

Lago di Carezza

 

 Tips and Tricks

Questo meraviglioso laghetto incastonato tra le Dolomiti del Latemar e Catinaccio consente un bellissimo periplo del lago (circa un’ora di comoda passeggiata). In giornate di poca brezza il lago diventa una lastra in cui si specchiano boschi e cime delle montagne circostanti. Oltre al facile giro intorno al lago, si snodano diversi sentieri, tra cui alcune interessanti escursioni verso le cime circostanti.

Risalendo la Val d’Ega il laghetto appare all’improvviso facendo capolino tra il verde lussureggiante delle conifere. I colori fantastici dell’acqua si presentano da subito tra un tronco e l’altro, tra un ramo di pino e una fronda di arbusto; la prima esperienza è incredibilmente appagante. La passeggiata intorno al lago è piacevole e permette di rimirare la gemma alpina nelle diverse prospettive ed angolazioni. Per pittori, fotografi ed artisti è sempre stata fonte di infinite ispirazioni e non è difficile capirne il perchè.

Lago di Carezza

Il nostro consiglio è quello di prendersi del tempo. Non è certamente un’attrazione da turismo di massa anche se spesso i suoi percorsi sono presi d’assalto. E’ doveroso essere pazienti e assaporare la meraviglia dei cambi cromatici nel lago, dallo smeraldo al celeste, dal turchese al verde petrolio, dal rosso di sera al blu notte che arriva dopo il tramonto. Avete presente quando una radice secolare si avvinghia sulla roccia dolomitica e muschiata in un abbraccio che profuma di storia secolare? Qui troverete anche questo!

Come tutte le meraviglie vanno gustate senza la frenesia dei nostri tempi. L’ansia di vedere di tutto e di più vi farà sprecare un’occasione unica, quella di ascoltare la natura nelle sue più belle ed infinite espressioni di vita. Buon ascolto!

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Manager di Ostello Città di Rovereto e da sempre appassionato delle Cose Belle di Rovereto e del Trentino Alto Adige. Amo escursioni in famiglia e, più impegnative, con amici in alta montagna. Scrivimi e avrai consigli, suggerimenti e proposte interessanti!
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Comments

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    Dario 4 mesi ago

    Sono interessato a conoscere posti nuovi in Trentino immersi nella natura,dai laghetti alle cascate,dai Canyon,alle grotte.